Canale
Monterano
Altitudine:
378 m
Popolazione: 4.386 abitanti
Cap: 00060
Su internet
Come molte città etrusche, Monterano fu costruita sulla cima
di un'altura, in modo da renderla inattaccabile. Lo dimostrano i pendii,
ripidissimi, ed alti cento metri. Nel corso dei secoli gli etruschi resero
l'abitato ancora più difendibile realizzando altre strategie, come le strade
scavate nel tufo, facilmente controllabili. L'utilizzo di legno e di argilla,
facilmente deperibili, utilizzati per i templi e per le case, non hanno permesso
di lasciare testimonianze consistenti nel corso dei secoli. Appena fuori
dall'abitato inizia a distribuirsi la vasta necropoli, i resti archeologici più
significativi dell'insediamento etrusco. Le tombe più antiche sono quelle più
vicine all'abitato mentre quelle del periodo medio, la fase più prospera, sono
le più distanti. Sull'altopiano della Palombara sono distribuiti i resti di una
serie di tombe che seguendo il tracciato di un'antica via etrusca arrivano fino
alla località Pozzo Tufo. La necropoli che ha lasciato più testimonianze è sul
Colle della Bandita, dove si trovano la Grotta della Bandita e di Tabacco. Sulla
strada che conduce a Tolfa si raggiunge il sito di Stigliano, dove la presenza
delle acque termali permise al villaggio di evitare lo spopolamento dopo la
conquista romana. Il villaggio romano venne chiamato Acquae Apollinares,
collegato alla Via Clodia attraverso la Selciatella che oltrepassava la valle
passando sul Ponte del Diavolo, un viadotto lungo 90 metri, largo 6, alto 9,
composto da un'unica arcata, di cui sono rimasti alcuni resti. Con la conquista
romano avvenne una riorganizzazione economica del territorio che si sviluppò
lungo la Via Clodia, che collegava Roma con il lago di Bracciano. Monterano,
distante dalla nuova strada, rimase collegato alla rete stradale romana
attraverso la Selciatella. Dal II° secolo a.C la colonizzazione romana e la
nascita di minuscoli villaggi portò all'esigenza di creare un centro di
organizzazione, che alla fine nacque verso la collina di San Liberato, sul lago
di Bracciano, a cui venne dato il nome di Forum Clodii. Ma nel IV° secolo d.C la
penisola italica fu presa d'assalto dalle popolazioni germaniche e la paura di
un'invasione spinse il vescovo e gli abitanti di Forum Clodii ad abbandonare il
proprio villaggio alla ricerca di un posto più sicuro. La scelta cadde sul colle
di Monterano, dove in passato vi era stato un insediamento etrusco. L'abitato
venne ricostruito e fortificato e fino al X° secolo rimase il centro più
importante della regione dei Monti Sabatini fino a quando la diocesi fu assunta
da Sutri. Partiti il vescovo e i funzionari ecclesiastici, la città perde
importanza e diminuì di popolazione fino a ridursi al solo castello, che rimase
abitato soltanto dal proprietario e dai suoi dipendenti. La ripresa avvenne dopo
il 1330, quando il primato economico e culturale si era ormai concentrato nel
paese di Bracciano. Ma nel 1500 la crisi commerciale che investì tutta l'Italia
spinse i proprietari delle contee a investire nei terreni e nelle produzioni.
Tra questi ci furono gli Orsini di Monterano. Ad aumentare l'andamento
demografico della zona in questo caso furono gruppi di contadini dell' Umbria e
della Toscana, in quel periodo riorganizzata economicamente dalla famiglia De'Medici.
I nuovi arrivati si stanziarono ai piedi del Monte Sassano, per poi spostarsi
nel tempo in quelli che sono gli attuali comuni di Canale, Oriolo. Manziana,
Quadroni, Montevirginio. Proprio sul Monte Sassano, nel 1651, gli Orsini
sovvenzionarono i carmelitani per la costruzione di un eremo, che venne
terminato nel 1568. Nel 1670, con l'elezione a pontefice del cardinale Emilio
Bonaventura Altieri, con il nome di Clemente X°, la famiglia Altieri, divenuta
la più potente di Roma, acquistò i feudi di Monterano, Oriolo, Viano e patrocinò
il miglioramento urbanistico, in particolare a Monterano, dove lavorò
Gianlorenzo Bernini, che realizzò i progetti della chiesa di San Bonaventura e
del Convento, costruiti tra il 1677 e il 1679 sotto la direzione di Mattia De
Rossi. A dominare la cittadella fortificata era il palazzo feudale, risalente al
Medioevo, e sui cui Bernini rielaborò la facciata. Si aggiungevano le chiese di
di S.Rocco, la cattedrale medioevale di S.Maria. Ma con la morte di papa
Clemente X° l'interesse per Monterano incominciò a diminuire. Il lento declino
fu segnato dalla malaria esplosa nel 1770. A determinare la scomparsa
dell'abitato furono i francesi durante l'invasione napoleonica del 1799, quando
distrussero il villaggio a cannonate. Gli abitanti si trasferirono nelle vicine
Canale e Montevirginio. I due monaci che rimasero nel convento di San
Bonaventura nel marzo 1800 furono si convinsero ad abbandonare il luogo, oggi
completamente disabitato, raggiungibile attraverso la riserva naturale.
Feste: Ss. Bartolometo e Calepodia e Palio delle Contrade dal 23 al 25 agosto
con rievocazione storica in costume medioevale. Festa del Riarto e dei Butteri
col Lazo nella seconda domenica di maggio